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Castelli

Mappa dei Castelli nel territorio del Comune di Firenzuola


Mappa dei Castelli Ubaldini nel territorio del Comune di Firenzuola

 
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Castelli: mappa ed elenco

 

Belmonte

Belmonte

Castrum Belmontis appare sin dall'XI sec. in difesa della Pieve di Bordignano, per gli Ubaldini. Nel 1332 il piviere di Bordignano, con Belmonte, Caburaccia, Peglio, ecc. si sottomette ai fiorentini, ma soltanto nel 1350 gli Ubaldini di Bordignano aboliranno i bandi medievali e diventeranno cittadini di Firenze (Ammirato X, 23). Sembra che nel 1373 il Comune di Firenze demolisse la rocca (Berardi-Cassi), ma nel 1378 si parla ancora di una cessione forzata, da parte degli Ubaldini, della Rocca di Belmonte e della Rocca Bruna, quali distretti vassalli dei castelli delle Piagnole e di Lozzole, già venduti a Firenze da Andrea e Ugolino di Ottaviano degli Ubaldini.
Sul colle denominato "Rocca alla Citerna" rimangono tracce di fondamenta.

Area: Castelli Ubaldini

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Firenzuola (FI)

 

Bordignano

Bordignano

Castrum Burdegnani si ha notizia del luogo dal XII sec.
Compare nel diploma imperiale di Federico II del 1220 confermato agli Ubaldini con Camaggiore e Cornacchiaia. Nel 1296 appare registrato nel contado fiorentino, Sesto di Porta Duomo. Nel 1326 Mainardo Novello vende al Duca di Calabria, Signore di Firenze, i suoi diritti su Bordignano. Nel 1332 atto di sottomissione, ma nel 1335 Mainardo rivende ancora i diritti ed i possessi di Bordignano al Comune di Firenze.
Rimangono ancora pochi ruderi di cinta muraria a fianco della torre colombaia probabilmente costruita sopra la fortificazione.

Area: Castelli Ubaldini

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Firenzuola (FI)

 

Bruscoli

Bruscoli

Sulla sommità del "Poggio La Rocca" a 812 msl nei pressi del paese di Bruscoli, si trovano i cospicui resti di Castrum Bruscolo che fu dei Conti Alberti di Mangona, confermato loro da Federico I con atto del 10 agosto 1164 e da Ottone IV il 4 ottobre 1209.
Nell'anno 1380 il conte Alberto degli Alberti cedeva i suoi possedimenti feudali al comune di Bologna.
Grazie ad alcune recenti campagne di scavo da parte del Gruppo Archeologico di Bruscoli, si è riusciti a riportare alla luce quasi tutto il perimetro della fortificazione trecentesca, comprese le opere di ammodernamento cinquecentesco: la base dei due rondelloni, camminamenti sotterranei, camere di volata e relative bombardiere ancora in buono stato.

Area: Altre Fortificazioni

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Firenzuola (FI)

 

Caprile

Caprile

Castrum Caprile apparteneva agli Ubaldini, come confermato ad Albizzone nel 1220 da Federico II; restò in possesso di questa famiglia fino al 1373, quando Ugolino Ubaldini lo vendette per duemilacinquecento fiorini al Comune di Firenze che poi lo demolì.
L'unica strada che seguiva il Santerno per andare in Romagna era una strada di crinale, una strada montana quindi, che da Firenzuola saliva a Santerno, toccava il borgo di Brentosanico (così chiamato anche allora), lambiva Camaggiore, sede di una delle più antiche Pievi del territorio, attraversava il Santerno nei pressi di Coniale, risaliva a mezza costa alla chiesa di San Giusto a Camaiore, e si dirigeva verso Tirli e la Romagna. Ritornando a Brentosanico, nel periodo medievale, la storia ci dice quanto fosse importante, dal punto di vista amministrativo, politico e strategico questo borgo e dintorni.
Trovandosi infatti sulla strada maestra, in questa località, gli Ubaldini avevano un loro fortissimo castello situato sulla vetta del Monte Caprile, un castello pressoché inespugnabile, presso il quale tenevano un loro Vicario per la riscossione delle tasse e dei "balzelli" che a quei tempi (come oggi, del resto) erano numerosi (pontatico, erbatico, polveratico, ecc.).
Sul monte che domina la Valle del Santerno denominato "La Penna" restano le tracce della rocca.

Area: Castelli Ubaldini

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Firenzuola (FI)

 

Castel Guerrino

Castel Guerrino

Castel Guerrino è il toponimo riferito ad uno di monti più alti dello spartiacque appenninico tra la Valle del Santerno ed il Mugello.
Alcuni studiosi ritengono che sia stata la sede di un perduto castello Ubaldini, denominato Castrum Casenove.
Sicuramente nel 1350 vi fu edificata una torre dal Comune di Firenze, a guardia del territorio, mentre nel 1402 venne realizzata probabilmente un'altra piccola fortificazione da Giovanni Ubaldini.
Il monte è costituito da due cime, di cui quella inferiore presenta ancora interventi di manomissione che potrebbero prefigurare ruderi di preesistenti costruzioni. Quella superiore apparentemente più naturale, è preceduta da un avvallamento presumibilmente artificiale.

Area: Altre Fortificazioni

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Firenzuola (FI)

 

Castellaccio della Colla

Castellaccio della Colla

Spesso erroneamente designato con Castrum Coletta per la similitudine fonetica, frutto dell'errore di lettura e trascrizione da parte di Giovan Battista Ubaldini nel 1588 del toponimo di Colceta, per altro ricavato dal falso diploma imperiale del 1220, scritto in luogo di Culceta ovvero Culcedra, castello ubaldino realmente documentato.
Allo stato attuale della ricerca i ruderi rimangono ancora senza un nome, ma la sua ubicazione a ridosso della curia di Frena possono indurre a ipotizzare che si tratti del palatium cum fortilice del Roncaccio, oppure un'eventuale ricostruzione del medesimo Castello di Frena in altro e più fortificato sito.
La fortificazione sorgeva sul colle denominato «Castellaccio della Colla», dove si rinvengono le fondamenta, tracce di muri, una imponente volta in parte crollata e la cisterna seminterrata.

Area: Castelli Ubaldini

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Firenzuola (FI)

 

Castelvecchio

Castelvecchio

Castrum Vetus oppure Veteris, secondo Montevecchi Schettini e Berardi (Rocche e castelli di Romagna) nel 1220 viene confermato agli Ubaldini da parte di Federico II.
Secondo Lorenzo Cammelli invece il castello era precocemente scomparso già a partire dal XII secolo e non più documentato.
A ridosso del borgo di Castelvecchio, dove un edificio porta ancora il nome di Palazzo del Comune, rimane un poggio detto Castellare: Nulla rimane della fortificazione.

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Castiglioncello

Castiglioncello

Castrum Castioncelli dal 1107 fu soggetto alla Chiesa Imolese, che nel 1181 lo cedeva agli Alidosi.
Gli Ubaldini se ne impadronirono nel 300' in guerra con il Comune di Firenze.
Nel 1371 lo stesso Comune lo rese agli Alidosi.
Il borgo abbandonato ed in rovina mantiene inalterata la sua struttura medioevale, chiuso ancora da muri di cinta ed una porta antica di accesso con feritoie.

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Castro San Martino

Castro San Martino

Castrum Castri nel 1220 era soggetto a Ugolino Ubaldini con privilegio di Federico II.
Nel 1330 il Comune di Firenze lo acquistò e lo demolì.
Rimane ancora la porta di accesso medievale al borgo tamponata e resa pressochè invisibile da successivi rimaneggiamenti, ed alcune tracce di murature antiche.
Nella parte alta del paese dove si erge oggi la chiesa rimangono ancora parti di fondamenta della probabile fortificazione.

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Firenzuola (FI)

 

Cavrenno

Cavrenno

Castrum Cavrenni, o anche Caprenni nel 1117 apparteneva agli Ubaldini, confermato ad Ugolino nel 1220 da Federico II.
Nel 1294 il Comune di Bologna acquista il castello di Cavrenno dagli Ubaldini e lo fa demolire per eliminare i rischi che rappresentava per la viabilità in direzione di Firenze.
Nel 1298 però il Comune di Bologna fa ricostruire il castello di Cavrenno.
Nel 1299 fu inutilmente assediato dai Modenesi collegati agli Estensi.
Nel 1310 venne restaurato dai Bolognesi che lo presidiarono con un capitano e sei soldati.
Nel 1324 i Bolognesi lo muniscono di una rocca.
Nel 1342 il Comune di Bologna lo concede in feudo a Guglielmo di Loano.
Nel 1350 viene assediato ed espugnato dagli Ubaldini con l'aiuto delle milizie viscontee, ma l'anno seguente i Bolognesi se impossessano definitivamente.
Nel 1433 dagli Annali Camaldolesi risulta che «castellum munitissimum, quod Cavrenno dicitur» apparteneva ancora ai Bolognesi.
Nel 1497 è in possesso dei Fiorentini e poco più tardi sarà demolito definitivamente.
Si erge su un caratteristico spuntone roccioso nell'alta valle dell'Idice, poco sotto il Passo della Raticosa, storica direttrice di collegamento tra Firenze e Bologna, fino ai nostri anni 60. Sulla cima rimangono ancora resti di numerosi manufatti, ed è visibile la bocca della cisterna seminterrata.

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Cepeda (Ceppeta - La Castellina)

Cepeda (Ceppeta - La Castellina)

Castrum Cepede, o anche Cepete o Cippede, nel 1282 era soggetto a Maghinardo Pagani, che venti anni dopo morendo, "relinquid Andreae filiae suae, et nunc uxori Octaviani de Ubaldini", come scrive Cantinelli; da questi passò al figlio Gioacchino che nel 1363 lo cedette al Comune di Firenze.
Ad Ovest della località Ceppeto si trova la casa colonica detta "La Castellina"; sul rialzo si trova la fortificazione, di cui restano fondamenta con tracce dei muri laterali.
Esiste una località chiamata "Ceppetello" nel Comune di Palazzuolo sul Senio vicino a Salecchio, che viene da alcuni attribuita come la autentica collocazione del perduto castello: rimane una casa colonica restaurata nel 1914 dove una lapide ricorda l'antico fortilizio.

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Cimone della Bastia

Cimone della Bastia

Il sito prende un considerazione tutti i luoghi presenti nel comune di Firenzuola che hanno dal punto di visto toponomastico attinenza a fortificazioni o postazioni difensive.
Tuttavia ciò non implica che attualmente colà vi sia rimasta traccia evidente materiale o che il toponimo faccia sicuro riferimento a situazioni militari artificialmente predisposte.

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Culcedra (Caburraccia)

Culcedra (Caburraccia)

Castrum Culceta o Colcete nel 1220 Castrum, Curiam et alloderios Colcete, era già ridotto a castellare nel 1295, pur mantenendo la sede giurisdizionale.
Prese il sopravvento nel '300 il villaggio di Caburaccia.
Il castello si ergeva sulla cosiddetta Costa di Culcedra un poggio allungato ad ovest di Caburraccia, ma non ne rimane traccia.

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Firenzuola

Firenzuola

Firenzuola ebbe origine per volontà di Firenze con la funzione strategica di "terra nuova" comunale posta a tutela della fondamentale via di comunicazione che univa Firenze a Bologna, in un territorio fin allora in mano alla potente famiglia degli Ubaldini, ostile alla Repubblica fiorentina. Fu Giovanni Villani, storico della Repubblica, a darle il nome attuale, "piccola Firenze" e a proporne come insegna e gonfalone mezzo giglio, simbolo del Comune di Firenze, e mezza croce (simbolo del popolo). La sua struttura regolare, disegnata dagli ingegneri della Repubblica, che la realizzarono attorno al 1350 (la prima pietra fu posta nel 1332), appare esemplata sulle "terre nuove" di fine Duecento inizi Trecento del Valdarno Superiore, con cinta muraria merlata e una poderosa Rocca dotata di torre (1371 circa). Altra caratteristica di questa piccola 'città ideale' tardo medioevale è la presenza di portici che bordano tutti i principali assi del paese (dal sito del Comune di Firenzuola).
Verso la fine del Quattrocento, su ordine dei Medici di Firenze, Firenzuola viene ristrutturata ed aggiornata nelle sue strutture difensive per controbattere efficacemente le armi da fuoco.
L'opera fu affidata ai Sangallo, che modificarono le vecchie mura e le torri trecentesche in un vero e proprio sistema bastionato, con camminamenti interni, ed opere di difesa evolute.
Nel 1999 ha aperto i battenti il Museo della Pietra Serena, un tributo all'abilità dei maestri scalpellini di Firenzuola ed una celebrazione della pietra serena, materiale che ha rivestito un'importanza fondamentale nella storia e nella tradizione scalpellina della comunità.
È ospitato nei locali seminterrati della rocca comunale, e durante gli interventi di restauro è stato riportato alla luce l' interessantissimo "rivellino" od opera difensiva avanzata collegata da ponti levatoi alla fortezza vera e propria, attentamente analizzata dall' Ing.Palloni e dall'Arch. Carli, e definita come "protobastione" Sangallesco della fine del XV secolo.
Dal 2011 la gestione del Museo di Firenzuola è affidata all'Associazione Pro Loco di Firenzuola.

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Frena

Frena

Castrum Frene apparteneva nel 1145 ad Albizzone e Greccio Ubaldini.
Resta degli Ubaldini fino al 1373, quando Ugolino Ubaldini da Castello lo vendette a Firenze assieme al Castello di Caprile e San Pietro.
Rimangono ancora la base di una torre quadrata sulla cima, resti di cinta muraria e tracce di un opera difensiva di chiusura tra le rocce sommitali e la sottostante strada di collegamento.
Con un sommario sondaggio se ne potrebbe ricavare ancora la pianta.

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La Castellaccia

La Castellaccia

Il toponimo La Castellaccia si riferisce secondo Mancini e Vichi (Castelli, rocche e torri di Romagna) al sito ove sorgeva il castello di Pietramala.
Ci sembra alquanto improbabile a livello strategico, ed anche noi peroriamo l'ipotesi di Poggio Castellaro come sito della fortificazione.
Paolo Pirillo (Forme e strutture del popolamento nel contado fiorentino, II, Gli insediamenti fortificati) invece riferisce la località alla perduta fortificazione chiamata "Castel Ghineldi".

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La Poggiona (La Bastia)

La Poggiona (La Bastia)

Denominata "La Poggiona" nelle mappe ufficiali, localmente questo colle viene chiamato "La Bastia" e si riferisce quasi certamente ad una delle fortificazioni in legno e terra fiorentine del 1357-1358. Rimangono ancora gli avanzi del fossato scavato per formare un terrapieno difensivo (Emanuele Stefanini: Dal medioevo alla repubblica / Le fortificazioni dello Stale).

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Le Mura

Le Mura

Il sito prende un considerazione tutti i luoghi presenti nel comune di Firenzuola che hanno dal punto di visto toponomastico attinenza a fortificazioni o postazioni difensive.
Tuttavia ciò non implica che attualmente colà vi sia rimasta traccia evidente materiale o che il toponimo faccia sicuro riferimento a situazioni militari artificialmente predisposte.

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Le Piagnole

Le Piagnole

Si ha notizia che nel 1373, anno che segna la definitiva caduta degli Ubaldini, Castrum Pignole, fu ceduto per 7.000 fiorini ai fiorentini da Andrea ed Ugolino di Ottaviano, che diventarono così cittadini di Firenze, con il diritto di fregiarsi della croce rossa della Repubblica.
Rimangono ancora i resti della torre principale sul crinale che da Monte Coloreta scende verso il Diaterna e la cisterna ancora in buono stato del castello. Sul posto si trova anche una chiesetta: San Biagio a Pignale, ed alcune case coloniche di cui una ancora ben conservata.

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Le Valli

Le Valli

Castrum ad Vallis apparteneva nel 1117 agli Ubaldini che ne ebbero riconferma da Federico II nel 1220: Verso la Fine del Secolo XIII l'Arcivescovo di Bologna, Ottaviano Ubaldini, ne fece la sua residenza estiva costruendovi una villa. Nel 1350, durante la guerra tra il Comune di Firenze e il Visconti, gli Ubaldini lo espugnarono benchè difeso strenuamente dai Bolognesi. Nel 1404 venne in possesso dei Fiorentini che lo tennero fino al 1479, quando le truppe dello Sforza occuparono il castello e lo distrussero per sempre.
Il poggio che ospita la chiesa un tempo reggeva la rocca.

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Lo Stale

Lo Stale

Il rilievo del poggio dello Stale oggi è conosciuto da tutti perchè sorge il Cimitero Germanico del Passo della Futa.
In realtà Emanuele Stefanini (Dal Medioevo alla Repubblica: Le fortificazioni dello Stale), ipotizza che nel 1357-1358 venne eretta una bastia (di cui non rimane nessun resto visibile), facente parte di una linea fortificata edificata dai Fiorentini a difesa dalla "famigerata" compagnia del Conte Corrado di Landau (Conte Lando).

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Monte Bastione

Monte Bastione

Il toponimo Monte Bastione deriva probabilmente dalle fortificazioni costruite in occasione del conflitto fra lo Stato Pontificio ed il Granducato di Toscana (1641-1644). Un'altra ipotesi invece addurrebbe allo sbarramento fortificato fiorentino del 1357 contro Milano e la compagnia del Conte di Landau. Nulla comunque rimane sulla cima se non un terrapieno concentrico di dubbia origine. Il Monte Bastione è conosciuto a livello archeologico per i tratti selciati ben conservati scoperti sulle sue pendici forse risalenti all'epoca romana.

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Monte Beni

Monte Beni

Fabbricato dagli Ubaldini, Castrum Montis Beni sulla cima di una delle montagne più alte della dorsale appenninica che divide la Toscana con l'Emilia, aveva soltanto funzioni militari e di difesa del territorio.
Venne in possesso, nel 1352, del Comune di Bologna, al quale lo tolse nel 1359 Tano Ubaldini con l'aiuto di Bernabò Visconti.
Venuto in possesso successivamente del Comune di Firenze, venne smantellato per sempre.
Nulla rimane della fortezza, costruita in posizione aspra e solitaria.

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Monte Biforco

Monte Biforco

Monte Biforco faceva parte del sistema difensivo di controllo e difesa della strada denominata Fonte Manzina (Osteria Bruciata), che collegava la Romagna alla Toscana.
Si è persa ogni traccia della fortificazione che si ergeva su una cima semi-rocciosa sopra Montegemoli.

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Monte Coloreta

Monte Coloreta

Castrum Montis Coloreti fu costruita dagli Ubaldini nel 1344.
Non molto dopo però (anno 1361) la rocca del Monte Coloreta fu acquistata dalla Repubblica Fiorentina.
Sulla cima del monte rimangono ancora tracce delle fondamenta.

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Monte La Fine

Monte La Fine

Castrum Montis Finis edificato forse nel 1350, occupato per un brevissimo periodo dagli Ubaldini nel 1352 durante la guerra viscontea 1351-53.
Nel 1361 torna in possesso dei Fiorentini fini al 1364, anno in cui la cedettero alla Famiglia Alidosi.
Nel 1372 il Comune di Firenze se ne impossessa nuovamente e lo demolisce.
Rimangono ancora le fondamenta in mezzo alla vegetazione, probabilmente la cisterna completamente interrata ed alcune murature informi presso il monumento con croce eretto nel 1900 sul punto più alto del Monte (993 m slm).

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Montegemoli

Montegemoli

Castrum Montis Gemuli era una delle fortezze Ubaldini più importanti nella Valle del Santerno.
Apparteneva a questa famiglia quando nel 1273 venne preso e smantellato dai Fiorentini.
Occupato nel 1349 da Maghinardo Ubaldini venne assediato ancora dai Fiorentini, espugnato ed ulteriormente fortificato.
Nel 1371 era ancora soggetto al Comune di Firenze.
Attualmente sul monte oggi denominato "Poggio Giandolea" rimangono ancora tracce della cinta muraria e fondamenta sparse.
Si nota altresì l'imponente sfruttamento della risorsa naturale dell'orografia, una lunga cresta montuosa ove i resti suggeriscono la presenza di una fortificazione articolata su livelli differenti; nei dintorni ulteriori resti denotano la presenza di torri od elementi di fortificazione isolati (vedi Poggio Tondo e Monte Biforco )

Scarica il documento dell'assedio di Montegemoli da parte dei Fiorentini
Cronica_Matteo_Villani.pdf (3.330,728 KB; lunedì 23/12/2013)

Area: Castelli Ubaldini

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Monti

Monti

Nonostante venga elencato in "Rocche e Castelli di Romagna" come Castrum Montis a noi risulta solo il toponimo castello dato ad un gruppo di case coloniche in rovina sotto la Chiesa di San Michele in Monti.

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Palasaccio

Palasaccio

Il palazzo denominato "Il Palasaccio" a sudest di Firenzuola, fu costruito nelle forme attuali alla fine dell' 800 dai Marchesi Guadagni, su una precedente costruzione risalente al 400.
Tutta da verificare sarebbe l'ipotesi di una antica fortificazione Ubaldini sullo stesso sito ormai completamente perduta chiamata Palatium Poggiolo de Roncaccio cum fortilitie documentato dal 1331 al 1340.

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Peglio

Peglio

Castrum Pegli, nominato anche Pedii e Pellii, appartenne dal XII secolo al XIV secolo agli Ubaldini confermato da Federico II col diploma del 1220. Nel 1350 quando era in potere Maghinardo Novello, venne espugnatodai Fiorentini che lo demolirono per sempre. Sull'enorme sasso di arenaria, dove ora poggia la chiesa di Peglio si trovava la rocca. Caratteristico l'abitato raccolto ai suoi piedi, con tracce del sentiero che anticamente saliva al poggio.

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Piancaldoli

Piancaldoli

Castrum Plani Aldoli nominato anche Plancaldoli, venne eretto nel 1101da Aldo degli Ubaldini. Nel 1187 Urbano III lo concesse alla Chiesa cervese mentre Federico II, nel 1220, lo riconsegnava agli Ubaldini ai quali lo toglieva nel 1244 Innocenzo IV concedendolo alla Chiesa imolese: Più tardi se ne impossessò Maghinardo Pagani che nel 1276 resistette validamente all'assedio portato dai Bolognesi collegati ai Fiorentini. Nel 1292 si sottomise al Comnue di Imola e agli Alidosi, sei anni dopo venne aasediato ancora senza esito dai Bolognesi, che riuscirono ad entrarne in possesso soltanto dopo la morte di Maghinardo, avvenuta nel 1302; nel 1311, infatti, il Comune di Bologna provvide a fortificarlo con una rocca, mantenendone il possesso fino al 1350, anno in cui fu occupato dal Durafort, conte di Romagna. Dieci anni dopo Innocenzo VI lo concesse a Gioacchino Ubaldini che nel 1362, morendo, lo donava al Comune di Firenze. Nel 1371 era comunque di nuoivo soggetto ai Bolognesi ai quali lo toglieva nel 1405 il Cardinale Cossa per cederlo ai Fiorentini «et dengligo» annota un anonimo cronista bolognese «per cinque millia corbe de formento...». Il dominio di Firenze sul castello durò circa settant'anni; nel 1473, infatti, Sisto IV lo concesse al nipote Girolamo Riario in quale cinque anni dopo incaricò Antonio e Francesco Marchesi di rinforzare e ampliare la rocca. Nonostante ciò nel 1488 venne assediato dai Fiorentini ed espugnato, rimase così definitivamente in possesso del Comune di Firenze.
Rimane la torre principale del complesso, cimata e fortemente rimaneggiata ma ancora leggibile per l'ingresso sopraelevato.

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Pietramala

Pietramala

Castrum Petramale apparteneva sin dal 1117 agli Ubaldini finchè nel 1283 si sottomise al Comune di Bologna.
Nel 1404 se ne impossessò il Comune di Firenze che lo smantellò per sempre.
Secondo il "nostro" storico Lorenzo Cammelli a Pietramala invece non è attestato dalla documentazione nessun castello fino quando gli Ubaldini, sul termine del XIII secolo, fortificarono Monte Beni che era compreso entro l'ambito giurisdizionale del villaggio stesso di Pietramala.
In tutti i casi sul poggio denominato "Castellare" nulla rimane di una ipotetica fortificazione.

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Pietramora (Sasso di San Zanobi)

Pietramora (Sasso di San Zanobi)

Castrum Petramore era un castello degli Ubaldini, con chiesa, citati nel diploma di Federico II del 1220.
Il castello fu ceduto a Firenze da Mainardo Novello nel 1326.
Si sottomise definitivamente al Comune di Firenze nel 1332 che lo demolì.
L'attuale roccia chiamata oggi "Sasso di San Zanobi", è solo una parte dell'originale, scavata e smantellata a più riprese come cava di materiali inerti.
Della fortificazione non rimane traccia.

Area: Castelli Ubaldini

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Firenzuola (FI)

 

Poggialto

Poggialto

Castrum Podii Alti era soggetto nel 1170 agli Ubaldini, confermato nel 1220 da Federico II. Gli stessi Ubaldini nel 1242, lo donarono all'Abbazia di Moscheta, dopo di che venne degradato a villa.
Poggialto (di sopra) è oggi una casa colonica ridotta a rudere, a ridosso di un poggio sul quale si rinvengono le fondamenta del castello.

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Poggio Castellare

Poggio Castellare

Castrum Carpini fu sempre soggetto agli Ubaldini. nel 1228 Ugolino Ubaldini lo vendette ai figli Albizzone e Ubaldino.
L'alta Valle della Diaterna detta Sanica, sotto il Monte Canda, è punteggiata di toponimi che fanno riferimento al "carpino", denominazione spesso citata per uno dei castelli degli Ubaldini che sono stati presenti in questa zona del territorio del Comune di Firenzuola. In vero l'identificazione di questo castello è ancora indefinita, comunque se un autonomo insediamento fosse mai esistito è da circoscrivere a questa zona.
Francovich (I castelli del contado fiorentino nei secoli XII-XIII), e successivamente Montevecchi (Rocche e castelli di Romagna), e Pirillo (Forme e strutture del popolamento nel contado fiorentino II) lo collocano su questa località.
Dietro l'attuale complesso rurale vi è un saliente a strapiombo sulla sottostante Valle del Diaterna, che potrebbe prefigurare un sito castellano. Sono visibili i resti di antichi manufatto in pietra di incerta origine e pietre disperse lungo il pendio.

Area: Castelli Ubaldini

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Firenzuola (FI)

 

Poggio Castelluccio

Poggio Castelluccio

Il rilievo chiamato Poggio Castelluccio ha la stessa caratteristica del Monte Bastione: la sommità è ancora circondata da un terrapieno ed un vallo artificiale.
Il toponimo riporterebbe alle fortificazioni terra e legno fiorentine del 1357 già accennate più volte in altre località.
Nel 1991-1992 sul versante Nordest della cima sono stati rinvenuti dei muri a secco perimetrali di edificio a pianta rettangolare databile al tardo medioevo.
Sul lato Est dell'altura corre la strada lastricata di dibattuta epoca romana scoperta tra il 1979 ed il 1989 da Agostini e Santi.

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Poggio La Guardia

Poggio La Guardia

Il toponimo "Poggio La Guardia" si riferisce ad un colle dove probabilmente si ergeva una fortificazione che faceva parte del sistema difensivo di controllo territoriale al servizio del Castello di Bruscoli.

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Poggio Roncaccio

Poggio Roncaccio

Il toponimo Poggio Roncaccio si riferisce ad un colle sullo spartiacque appenninico fra Santerno e Senio. Tutta da verificare sarebbe l'ipotesi della fortificazione Ubaldini ormai completamente perduta chiamata Palatium Poggiolo de Roncaccio cum fortilitie documentato dal 1331 al 1340.

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Firenzuola (FI)

 

Poggio Tondo

Poggio Tondo

Poggio Tondo (detto anche localmente Piana Tonda), faceva parte del sistema difensivo di controllo e difesa della strada denominata Fonte Manzina (Osteria Bruciata), che collegava la Romagna alla Toscana.
Rimangono ancora evidenti tracce di fondamenta della fortificazione in zona impervia (ricognizione Maccioni del 09.03.14), ricordata dal Mancini e Vichi (Castelli, rocche e torri di Romagna).

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Rapezzo

Rapezzo

Castrum Rapetii venne eretto dagli Ubaldini nel XI secolo.
Nel 1220 Federico II lo confermava a Ugolino Ubaldini ed in seguito appartenne sempre a questa famiglia.
La fortificazione si ergeva nei pressi della chiesa di Rapezzo, rimangono ancora alcuni resti sul rilievo vicino.

Area: Castelli Ubaldini

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Rifredo

Rifredo

Castrum Rifredi, fu dominio sin dal 995 degli Ubaldini. Nel 1107 questi lo donarono al Monastero di Luco del Mugello.
Nel 1145 apparteneva a Albizone e Greccio Ubaldini.
Nel 1220 Federico II lo riconfermò a Ugolino Ubaldini.
Nel 1345 passato al Comune di Firenze venne espugnato dagli Ubaldini e distrutto per sempre.
Sul poggio sovrastante il paese rimangono ancora tracce di fondamenta.

Area: Castelli Ubaldini

Dove

Firenzuola (FI)

 

Rio Cornochiaro (Cornacchiaia)

Rio Cornochiaro (Cornacchiaia)

Castrum Rivi Cornuclari soggetto sin dal 995 a Pinno Ubaldini e confermato nel 1220 da Federico II a Ugolino Ubaldini, nel 1332 fu espugnato dai fiorentini e nel 1362 acquistato dal Comune di Firenze acquistandolo da Gioacchino Ubaldini.
Non ne rimane traccia, ed è molto difficile ipotizzare la sua reale posizione.
Mancini,Vichi e Montevecchi pensano si trovasse nella parte alta dell'attuale paese, e probabilmente hanno ragione, Manco (Cornacchiaia. Elementi per una storia del territorio dal X al XIX secolo) invece la situa verso il torrente Risano.

Area: Castelli Ubaldini

Dove

Firenzuola (FI)

 

Roccabruna

Roccabruna

Castrum Brune appare in possesso degli Ubaldini nell'editto del 1220 di Federico II;
1306 - resistette al primo assedio dei Fiorentini;
1332 - il Comune di Firenze e gli Ubaldini si accordano per la «custodia del castello»;
1349 - dopo la conquista di Montegemoli, i fiorentini assediano ed espugnano anche Rocca Bruna;
1350 pagamenti e provvigioni per la custodia di Rocca bruna (Balie, 7, c.33v)
1351 maggio 23, ingresso nel nuovo castellano inviato da Firenze (Diplomatico, A.G. contratti);
Un tal Geppolino di Andrea Geppi è il castellano di Rocca Bruna;
1369 nel «palatio castri Roche Brune» si roga un atto;
1373 Rocca Bruna viene presa ed incendiata dai Fiorentini (Villani, II, 30; Stefani, 286)
1373 agosto 30, il castello delle Pignole e quello di Lozzole con i loro distretti vassalli, ecc. erano stati venduti al Comune dai fratelli Andrea e Ugolino figliuol di Ottaviano degli Ubaldini. - (Le Riformagioni)
1378 - Dopo l'ennesima ribellione degli Ubaldini per riprendere le loro rocche, risulta una nuova cessione forzata, della Rocca di Belmonte e della Rocca Buna, distretti vassalli dei castelli delle Piagnole e di Lozzole, già venduti a Firenze da Andrea e Ugolino di Ottaviano degli Ubaldini.
Il sito oggi chiamato "Rocca Bruna" era una fortificazione posta sopra la confluenza del Torrente Diaterna nel Fiume Santerno presso Scheggianico che sovrastava l'antico ponte di Camaggiore, sulla strada "Montanara" fra Imola e Firenzuola.
Rimangono cospicui resti della cinta muraria e nel pianoro sommitale la cisterna ancora ispezionabile. Con una sommaria indagine di scavo è possibile ancora ricavarne la pianta.

Area: Castelli Ubaldini

Dove

Firenzuola (FI)

 

Rocchetta

Rocchetta

Il sito prende un considerazione tutti i luoghi presenti nel comune di Firenzuola che hanno dal punto di visto toponomastico attinenza a fortificazioni o postazioni difensive.
Tuttavia ciò non implica che attualmente colà vi sia rimasta traccia evidente materiale o che il toponimo faccia sicuro riferimento a situazioni militari artificialmente predisposte.

Area: Altre Fortificazioni

Dove

Firenzuola (FI)

 

San Pellegrino (Castello)

San Pellegrino (Castello)

Il sito prende un considerazione tutti i luoghi presenti nel comune di Firenzuola che hanno dal punto di visto toponomastico attinenza a fortificazioni o postazioni difensive.
Tuttavia ciò non implica che attualmente colà vi sia rimasta traccia evidente materiale o che il toponimo faccia sicuro riferimento a situazioni militari artificialmente predisposte.

Area: Altre Fortificazioni

Dove

Firenzuola (FI)

 

Santerno

Santerno

Castrum Santerni soggetto agli Ubaldini con conferma di Federico II nel 1220, apparteneva ancora a questa famiglia nel 1332 quando si sottomise al Comune di Firenze che lo smantellò.
Sul poggetto sovrastante Borgo San Piero e a picco sul Santerno restano pochissime tracce di basi murarie della rocca.

Area: Castelli Ubaldini

Dove

Firenzuola (FI)

 

Tirli

Tirli

Soggetto nel 1219, ai Malavolti casata signorile dell'Appennino Bolognese, Castrum Tirli fu ottenuto dagli Ubaldini in vicariato dall'imperatore Ludovico IV il Bavaro prima del 1324, ma poi effettivamente conquistato nel 1342 dopo la distruzione di Firenzuola.
Recuperato nel 1350 dai fiorentini, durante la guerra tra il comune di Firenze ed il Visconti, nel 1351 gli Ubaldini lo occuparono nuovamente. Nel 1362 ne era padrone Gioacchino Ubaldini che alla morte lo lasciava al Comune di Firenze. Ripreso da Andrea Ubaldini nel 1371, due anni dopo venne espugnato dai Fiorentini e distrutto. Fu l'ultimo castello degli Ubaldini che conquistarono i Fiorentini, in quanto gli altri si erano già arresi tutti. Evidentemente però, il Comune fiorentino dovette servirsene ancora, per fronteggiare le mire prima dei bolognesi poi della S.Sede, perché troviamo, come annota il Casini, che la rocca nel 1500 era presidiata da 50 archibugieri. Nel 1602 era ancora efficiente, ma poco più tardi venne definitivamente smantellata. Sul monte dove si ergeva la rocca restano ancora le fondamenta del mastio e macerie sparse ormai ricoperte dalla vegetazione.

Area: Castelli Ubaldini

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Firenzuola (FI)

 

Traversa (Il Castello)

Traversa (Il Castello)

L'attuale Castello di Traversa è stato costruito dai Visconti di Cremona nel XIX secolo in forme neogotiche e comprato dai Gerini dopo pochi anni.
Durante la Seconda Guerra Mondiale subì purtroppo parecchi danni, e la torre venne in parte ricostruita perdendo l'aspetto originario.
Alcuni sostengono che sia stato fabbricato sopra una torre medioevale.
I Principi Torlonia abitarono nel castello fino ai primi anni del XX secolo.

Area: Altre Fortificazioni

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Firenzuola (FI)

 

Visignano

Visignano

Castrum Visignani viene indicato in una pergamena del 976; ricordato in documenti del 1224 e 1269 come soggetto agli Ubaldini, apparteneva ancora a questa famiglia quando nel 1350 le truppe viscontee ne espugnarono la rocca difesa dai Fiorentini. Tornato in possesso del Comune di Firenze, venne concesso agli Alidosi di Castel del Rio per tornare, nel 1372, durante la guerra tra i Visconti e Firenze, di nuovo sotto i Fiorentini.
Nella parte alta di Visignano un poggetto rotondo porta il nome di Castellare, dove il Montevecchi nel 1970 (Rocche e castelli di Romagna), asserisce che lavori agricoli avevano messo in luce le fondamenta della rocca.
Oggi nulla rimane della fortificazione.

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